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Lisbona Vegan
autore: Paolo

tra i vicoli di Muraria...

Jardim das Cerejas

la torta cioccolato & panna del Jardim Das Cerejas

il Crumble della Nonna, Terra Restaurante Natural

Terra Restaurante Natural

Il ricco dubbet del Terra Restaurante Natural

Jardim dos  Sentidos, Tofu Steaks

Spiedini di seitan, Jardim Dos Sentidos

Paladar Zen, N.B. tovaglietta di Ikea gommata...

Restaurante Vegetariano PSI, il roti

seitan pannoso con verdure e riso al PSI

gli interni colorati di A Colmeia

piatti misti a A Colmeia

trofei vari riportati a casa

seitan da supermercato 2.50€ + canovaccio locale 0.60€...

1/2 kg di seitan biologico 2.90€ ...

Soul Food, ristorante vegan a Sintra, chiuso...

foto ricordo panoramica con cannone in alto a destra

 

Lisbona vegan

Gennaio 2013

Probabilmente se ce lo avessero detto prima che la capitale portoghese conservava così tante risorse per i vegan non avremmo troppo tergiversato ad inserirla nel ruolino di marcia delle visite di posti interessati, culturalmente e gastronomicamente. Complice la socia Alessandra ed il suo regalo di Natale, eccoci qui a scorrazzare per una gran bella città che ha oltrepassato le nostre più rosee aspettative.

Jardim das Cerejas, Calçada do Sacramento 36
Nel centro più centro, un ristorante buffet di ispirazione vagamente indiana ma che strizza anche l’occhio al mediterraneo. Una quindicina di piatti freddi (perlopiù insalate e verdure di varia specie) una zuppa calda, due tipi di riso (basmati condito e integrale al naturale) e 4 tipi di piatti caldi così cosà (parmigiana, lasagna, seitan con sugo…). A fronte di 8 euro a persona va più che bene, non mi lamenterò troppo, al contrario della mia socia che ne uscirà piuttosto delusa. Interessante il bibitone frizzante al Guaranà. La torta al cioccolato e panna risulterà, invece, davvero buona. Posto vegan, salvo un’unica insalata a base di yogurth…Così per la cronaca, ho passato diverse ore a fare i conti con i semi di cumino dei troppi papadums ingurgitati, che tornavano su prepotentemente.

The Food Temple, Beco Jasmin 18
Ci inerpichiamo per Muraria, parte della città vecchia, tra saliscendi, scale, vicoletti bellissimi. Cercheremo per un’ora abbondante The Food Temple, piccolo ristorante vegan, in alto ed in basso, carte alla mano, senza trovarlo. È segno che noi ed i templi non andiamo d’accordo. Una volta all’hotel e collegati alla rete, scopriremo che il locale si era preso 15 giorni di ferie, che ovviamente coincidevano con la nostra venuta in città. L’inefficace caccia al tesoro ci ha però regalato la bellissima foto del tipo che stendeva i panni in pigiama alle ore 11.30 di domenica, in mezzo alla piazza.

Terra Restaurante Natural, Rua da Palmeira 15
Ci si inerpica ancora una volta, ma qui a Lisbona contate di inerpicarvi spesso: i deboli di rotule sarebbe il caso che rimangano a casa… Il ristorante appare carino, spazioso, diviso in tre zone, la terza all’aperto. Siamo a gennaio ed una coppia deciderà di cenare fuori… Il metodo è quello del solito buffet, il prezzo è doppio rispetto al suo predecessore del pranzo ma perlomeno la qualità è nettamente superiore. Verdure di miglior aspetto, maggiore fantasia e più portate calde e non usciranno più volte dalla piccola cucina ad onorare un ricco tavolo imbandito e colorato. Polpette di vario genere, legumi, spaghetti aglio-oglio, fave, asparagi, pane fresco spettacolare e via dicendo. Informatevi presso il gentile staff su cosa è vegan e cosa no, prima di affrontare il buffet. Sulla questione dolce, invece, il picco positivo della cena si inabissa di brutto: l’unico vegan, il Crumble della nonna, annegato nella cannella, non verrà spazzolato interamente dal sottoscritto… il che è tutto dire.

Jardim dos Sentidos, Rua da Mãe D’Água, 3
Inerpicatevi, ovviamente, per l’ennesima via in salita ed imboccate la piccola porta dietro cui si dipana un lungo ristorante all’antica con parecchi tavoli, giardino all’aperto e, come se non bastasse, spa. Efficenti camerieri vi porteranno pane, spalmabili di vario genere specificando quali vegan e quali no ed olive nere. Pagherete solo quello che consumerete, ma per quanto mi riguarda tutto il possibile vegan, spalmabile e non, andrà dritto allo stomaco, probabilmente evitando di pensare anche lontanamente ad un antipasto. Diversi i piatti vegan o di facile veganizzazione presenti nel menù; ad ogni modo, i solerti camerieri vi aiuteranno nella sua comprensione. I piatti vi arriveranno pingui, colorati e succulenti. Suppongo che le nostre facce nelle foto parlino per la nostra contentezza. Gli spiedini di seitan verranno annoverati tra i top della vacanza, le tofu steaks in salsa di Alessandra non si faranno dimenticare così facilmente. Tutto coadiuvato da verdure e riso in bianco. Sebbene pieni come otri, tenteremo anche la torta, di mele. Buona sì, ma forse eccessivamente salutista per i miei gusti. La mancanza quasi totale di dolci vegan non infangherà l’ottima cena, ad ogni modo…

Paladar Zen, Avenida Barbosa du Bocage 107C
In una zona a nord del centro, affollato al mattino. Ennesimo buffet vegetariano. Due banconi divisi tra pietanze calde e fredde, separati dall’entrata della toilette… misteri dell’architettura.
Mangerete a più non posso in ambiente moderno e su tovagliette verdi gommate di Ikea, a soli 7.50 euri a cranio. Cosa volere di più? Melanzane molto buone, seitan discretamente buono, spezzatino di soia con verza gradevole, hamburger non meglio identificato terribile. Occhio che il personale non è anglofono quindi individuate qualcuno che parli una qualche lingua comune ad entrambi e che soprattutto non vi propini un dolce meringato annuendo quando gli si chiedeva se fosse vegan o meno… la cronaca registrerà un nocciolo di dattero, rinvenuto dentro al cous cous di Alessandra, senza dattero.

Ristorante Vegetariano PSI, Alameda Stº António dos Capuchos
Stranamente in posizione pianeggiante, non lontano dall’ospedale, in zona poco turistica, il ristorante occupa un pezzo di giardino con un gazebo fisso più il ristorante vero e proprio ed un paio di tettoie all’aperto, in cui mangeremo anche noi. Il genere è tendente all’indiano. Ad ogni mia richiesta su cosa fosse vegan e no, il cameriere rispondeva che sì era vegan ma conteneva cipolle. Quando gli ho fatto notare divertito che la cipolla è vegan, ha farfugliato qualcosa circa il fatto che non tutta la sua clientela ama il nobile vegetale, lasciandoci con non pochi interrogativi a riguardo. Partiamo con due mini-samosa ed un pezzetto di papadum “cuminoso” quanto basta per ricordarmene almeno fino a cena. Ottimi anche se piccoli e cari rispetto alla media. Continuiamo, io con un impegnativo “roti” doppia piadina indiana ripiena di verdure dolciastre, assai gradevole e positivamente accolto, ed Alessandra con un seitan pannoso con verdure varie, accettato di buon grado dalla socia (nella foto contrariata solo per partito preso dal piatto…). Finiamo con una mousse di fragole, a mio modesto avviso, proveniente da cartina, industriale se mi concedete la licenza, ma comunque dignitosa. Paghiamo un po’ più rispetto alla norma ma comunque poco se paragonato ai nostri prezzi.

A Colmeia, Rua da Emenda 110
Al secondo piano di un edificio tutto sommato piuttosto centrale, una signora non giovanissima, turbante in testa, vi accoglierà nella sua casa/ristorante vegetariano dall’incipit semi-macrobiotico, dalle pareti di colori vivaci, con tanto di sorriso sulla bocca e prezzi ridicolmente bassi. Non tutto è vegan, ma, comunque, quasi l’80% della dozzina di pietanze disponibili. La signora ci terrà a scusarsi, dopo aver saputo la nostra nazionalità, per il suo minestrone non proprio italiano. Fatto sta che il minestrone della signora era molto buono e saporito così come le fantastiche, ahimè piccole, empanadas fritte, il riso integrale ed il suo seitan ai funghi Aggiungete anche un misto di carote e zucca, i fagioli neri ed una locale bieta al menù e la signora con il suo ristorante colorato al secondo piano svetterà tra i migliori del lotto. Purtroppo l’unica torta conteneva uova, dando così un calcione alla macrobiotica ma acquistando punti presso di noi per questo (non per le uova, ma per il calcio alla macrobiotica, ovviamente!)…

The Green Room cafè, Rua do Cais Do Sodre 16
Un pub/ristorante moderno aperto tutto il giorno, gestito da un inglese. Date un occhiata al bizzarro bagno in fondo. Forse sarà la predisposizione degli inglesi alle diete vegetariane, fatto sta che il posto, sebbene sia per onnivori, è amico/supporter di Happycow ed offre diversi piatti agli affamati con tendenze veg. Passeremo in una sosta diciamo da merenda, buttando giù smoothie alla frutta fresca, un ottimo cremolato gelato espresso ai frutti di bosco e muesli croccante. Bel posticino, vale la pena un passaggio, tanto più che si affaccia quasi sul mare, nel centro più centro.

Os Tibetanos, Rua do Salitre, 117
Ovviamente su una salita, Os Tibetanos, ha quell’aurea mistico-santonica che mi lascia sempre perplesso. Tuttavia il posto è molto carino, con tanto di moderna zona all’aperto, se capitate nella bella stagione. Cibo buono, alla carta, con opzioni vegan segnalate e staff cortese. Ignorate la clientela radical-chic o misuratevi con essa se fate parte dello stesso schieramento… Partiamo con soliti saporiti samosa, rigoramente fritti. Continuiamo con dei “momos”, involtini di pasta tibetani ripieni di seitan cotti a seconda della volontà del cliente –quindi fritti, neanche a dirlo-, proseguiamo con una gustosa moussaka di seitan. Usciamo contenti, satolli e senza particolari ferite per il portafogli. Bel posto davvero, se proprio dovessimo cavillare potremmo dire che i tavoli sono un minimo stretti, ma penso che saremmo solo dei rompiscatole a farvelo notare…

In breve:

Sintra
Se avete più di tre giorni a disposizione nella capitale, una gita a Sintra è d’uopo, se non altro per il folle La Quinta da Regaleira un giardino fornito di pinnacoli, pozzi, specchi d’acqua, cavità e passaggi sotterranei, immerso in una flora pazzesca. Tra la stazione ed il centro nevralgico turistico della cittadina, ci si imbatte in un ristorante vegan, aperto grossomodo quando pare a loro…il Soul Food. Ovviamente chiuso al nostro passaggio. Altri due ristoranti vegetariani vengono elencati da Happycow.

Castagne
Se capitate in città in inverno, una dozzina di castagne confezionate in un simpatico cartoccio bi-zona (una zona per le castagne ed una per gli scarti; forti sti portoghesi!) viene venduto nel centro città, nelle principali piazze & snodi, a ben 2 euro, grossomodo un 40% di quanto vengono vendute in quel di Roma. Per la cronaca sono cotte nella cenere e cosparse di sale grosso…

Celeiro Dieta, diversi punti della città
Catena di negozi bio, benessere et simili. Vi dico solo che mezzo kg di seitan costa 2.50€. Biologico arrivava anche a 2.90€. Altre leccornie a prezzi comunque bassi. Torniamo con un paio di salamini di seitan aromatizzati che ben promettono. Il reparto frigo offre una grossa selezione di dolci, sfogliate salate, pane, un dolce di carote simile alla nostra cotognata, piatti precotti per vegan di cui faremo incetta per il viaggio di ritorno.

Non contenti…
di questi in lista, i ristoranti vegetariani di Lisbona presenti su Happycow sono in totale una quindicina più diversi Veg-friendly. Annotate, guardatevi orari e giorni di chiusura, ma soprattutto…mangiate!