


Fudge Chocolate di Ms Marengo, alle 9 del mattino...

Quinoa burger del Veggie Table a Borough Market

Leeks squash butterbean pie di Honest Carrot, Borough Market

Ms Cupcakes a Brixton

Ruby Tuesday cupcake, Greenwich Market

Ecoburger, Loving Hut a Candem

Cheesecake ai frutti di bosco, Loving Hut Candem

pubblicità etica e di denuncia per le strade di Londra...

Ben di Visnù, Sagar a Covent Garden

Loving Hut

Peanut Choco Loco, Cookies and Scream, Camdem lock


Scorte veg comprate da Holland & Barret da consumarsi comodamente in aeroporto

Honest Carrot
Agosto 2011
Rieccoci. A non più di sette mesi dall’ultima scorribanda londinese, a due settimane dai disordini estivi che hanno visto isolati bruciati, quartieri in subbuglio, botte e morti ammazzati assortiti. Ma nulla spaventa il desiderio di scovare nuovi posti e attripparsi in maniera conveniente, disordinata, unta e soprattutto dolce. Le olimpiadi bussano, i prossimi reali si sposano, i sobborghi insorgono ed anche il panorama vegan cambia un minimo: dall’ultimo trip londinese, Zilli Green ed entrambi gli Otarian hanno già chiuso i battenti. A dirla tutta un menù Zilli Green è sopravvissuto all’interno di Zilli Fish, sempre a Soho. Già da un po’ di tempo ha cessato l’attività l’autobus a due piani (double deck) vegan conosciuto prima come Rootmaster e poi Vegan Routes. Insomma, anche fare recensioni e sperare che durino qualche mese inizia ad essere complicato…
Buffet
Poco sopra Covent Garden un classico buffet vegan chino/tai veg, una tipologia di ristoranti locali che ci ha fatto tanto appassionare all’inizio del nostro peregrinare londinese per poi saturarci tanto da prenderne le distanze. La socia aveva il desiderio di un ritorno ed eccoci qua, in una location mai sperimentata prima. In realtà la roba è piuttosto simile a più o meno tutti i Buffet vegan sparsi per Londra. Anzi, mi spingerei a dire che la roba è fatta nello stesso posto che poi li rifornisce, visto che nella maggior parte dei casi sono sprovvisti di cucina. Se vi piace una certa untuosità, il fritto, la soia ristrutturata, spaghetti freddi di riso, coriandolo sparso, verdure scottate e molteplici condimenti assortiti (salse, erbette, frutta secca…) a prezzi ridicoli, questo è chiaramente un piccolo paradiso. Svetta un tofu marinato ai fagioli di soia neri fermentati. Pregevole anche la presenza di una macedonia in cui poter mettere sopra perle di tapioca dolci. Fino alle 17.00 potete ingurgitare finché volete a 5-6 pounds a testa. Spendiamo ben 14 pounds, con annesso del buon succo di Guava.
Buffet, 40 New Oxford St
Ms Marengo
Ms Marengo, è un posto piccolo, vegetariano, molto carino e piacevole, ideale per colazioni e pranzi veloci, ad un paio di vetrine di distanza dal gettonato Mildred’s. Non che l’offerta vegan di cibaria da prima colazione sia poi così ampia. Rifuggiamo le salsicce optando per un porridge di avena con banane, pietanza che a casa nostra guarderemo con sospetto, ma che qua non saremo i soli ad ordinare. Proseguiamo con una torta Fudge Chocolate, veramente enorme e devastante, praticamente una spessa mousse al cioccolato, molto buona ma a dir poco ingombrante. Così per tentar di mandar giù, annacqueremo il tutto con un succo espresso carrot-ginger che si farà apprezzare. Ad un certo punto ci accorgiamo che io sono l’unico appartenente al genere maschile nel posto, in mezzo a donne che vanno al lavoro e giovini donzelle sfaccendate vestite anni ’50. Per il pranzo non sono tanti i piatti presenti sulla lavagna menù, queli vegan sono comunque segnalati. Posto più che piacevole.
Ms Marengo, 53 Lexington St, Soho www.mrsmarengos.co.uk
My Village
Superando il mercato di Candem di un paio di centinaia di metri, My Village offre una cucina iraq-mediorientale vegetariana in un locale decadente, piacevole, con materiale di riciclo, ma tristemente senza bagno. Un bancone frigo fa bella mostra di diverse insalate, pietanze, dolmades, falafel, humus e compagnia cantando. Il vegano troverà sicuramente di che riempire lo stomaco, a poco prezzo e con discreto apprezzamento. Cetrioli onnipresenti. Molto piacevole la centrifuga a base di mela, carota, ginger e menta. Happycow segnala la presenza di torte vegan ma in realtà non erano segnalate e, essendo tutto sommato abbastanza pieni già prima di entrare, non ci siamo informati. Prezzi contenuti. Il bagno lo trovate al mercato di Candem…
My Village, 37 Chalk Farm Road, Camden
Sagar
Una versione più contenuta e centrale del ristorante vegetariano indiano (India del sud) di Percy Street, fresco fresco di apertura e con un discreto successo di presenze. Un apposito menù vegan è disponibile su richiesta, il che facilita notevolmente le ordinazioni visto che il menù classico vegetariano offre almeno un centinaio di piatti.Scegliasmo diversi piatti, sperando in un basso grado di piccantezza. Ad un certo punto il cameriere ci fermerà, facendoci notare che abbiamo ordinato troppo e non avremmo finito tutto quanto. Ridimensioniamo l’ordinazione ed apprezziamo molto il gesto. Partiamo con dei Rice Idli (degli gnocchi un po’ secchi di riso ai semi di papavero da inzuppare in apposita salsa agrodolce). Passiamo agli Aloo Bonda (patate fritte in pastella di legumi, con salsa a parte, ovviamente). Proseguiamo con riso al limone ed anacardi (un misto di patate schiacciate e piselli) ed un ottimo quanto fortissimo Channa Masala (ceci speziati e piccanti in salsa di pomodoro). Zuppa di dhal (lenticchie rosse decorticate) portata per default. Bagneremo con bibita gasata al ginger per tentare di spegnere l’impeto dei ceci. Cerchiamo di finire il tutto ma non ce la facciamo. non ordiniamo nemmeno il dolce vegan al mango, sigh. La socia che è veramente contraria a tutto ciò che viene dall’India in termini gastronomici, per gli effetti devastanti che ha sulla sua digestione, apprezza tutto incondizionatamente. Tutto ciò per un totale ridicolo di 21£. Una volta appassionatosi all’argomento vegan, il ridanciano cameriere ci interrogherà sulle nostre vacanze e sul perché molti vegan sono tatuati… Appena uscito manderò messaggi ad altri vegan romani in quel di Londra per sponsorizzare tale paradiso, che abbracceranno il giorno dopo il nuovo culto del Sagar di Covent Garden.
Sagar, 31 Catherine St, Covent Garden
Loving Hut
La Supreme Master Ching adotta una politica di franchising un po’ rimediata, che va dai posti belli grandi e puliti come quelli di San Francisco a quelli grossi come ripostigli delle scope come a New York. In quel di Londra si è avvalsa di ristoranti vegan già esistenti a carattere orientale, riconvertendoli nel suo brand etico ed amorevole. Loving Hut a Candem offre anche un menù buffet all you can eat che puoi pagare quanto pensi valga, anche se rimaniamo perplessi sul reale funzionamento. Preferiamo ordinare alla carta e risolveremo l’annoso problema del buco nello stomaco con un Ecoburger per la socia ed un Fishless and Chips, pesce vegetale con tanto di “pelle” di alga, pastellato e fritto. Tutto corredato da patate fritte d’ordinanza con maionese vegan e ketchup. Preso da impeto albionico ordinerò anche una porzione di baked bean, fagioli in salsa rossa, dolcissimi, che lascerò dopo qualche cucchiaiata. Burger e pesce vegetale, va detto, erano assolutamente gustosi,che l’orripilante fagiolo non faccia ombra al resto! Le nostre giovini vicine, italiane e supponiamo anche vegane ordineranno un paio di wraps a testa (involtini giganti di verdure fresche, avvolti da fogli di riso ed alghe, sicuramente più salutisti della nostra cibaria). La zona torte del Loving Hut è particolarmente vasta e la sua cheesecake ai frutti di bosco rappresenterà il top dolci di questa vacanza londinese. Continuo ad avere la mia perplessità sui santoni, seppur vegan e sul far mostra di foto di vegani famosi sulle pareti di un ristorante, ma l’esperienza Loving Hut Candem è andata sicuramente molto bene. 22£
Loving Hut , 3 Plender Street, Candem www.camden.lovinghut.co.uk
Ms Cupcakes
“Ms Cupcakes è una sexi casalinga anni ‘50” recita il suo sito, e se per essere sexy bisogna essere pesanti 100 chili e più, sì Ms Cupcakes è sexy, oltre che ironica. Insomma la nostra giunonica miss, coadiuvata da un giovane staff di ragazze/i tatuati offre dei vegan cupcakes stratosferici nel bel mezzo del mercato di Brixton ed in diverse itineranti occasioni (mercati, feste, fiere). Oltre a venderli li fa anche assaggiare e proveremo quello ispirato al Ferrero Rochè, molto buono, uno alla crema di non mi ricordo cosa, con una glassa montata che stava in piedi come una barra di tungsteno. Al veganfest assaggeremo anche il Jaffa Cake, rivelandosi il migliore del lotto. Proveremo gli altri 67 diversi nei prossimi trip londinesi, promesso. Il posto offre anche diverso merchandising a carattere cuciniero e vegan, bevande e qualche posto per sedersi. Consigliamo la gita e l’assaggio. La socia che al cospetto di questi dolci è solitamente scettica, promuove a più pari i cupcakes della Miss.
Ms Cupcake, 408 Coldhabour Lane, Brixton www.mscupcake.co.uk
Mercati
Abbiamo notato che ormai uscire da un mercato a Londra senza essersi mangiati un qualche cosa, anche di dolce è assai difficile. Infilatevi nel mercato più vicino e sperimentate. Questo è quello che abbiamo incontrato sulla nostra strada, senza andarcelo a cercare, peraltro. Occhio che i banchetti sono itineranti e quindi non è detto che siano presenti tutti i santi giorni di mercato.
Borough Market, decisamente il più carino tra i mercati visitato stavolta, prettamente gastronomico e densamente visitato all’ora di pranzo.
The Veggie Table
Tre giovini aitanti cucinano espresso un paio di burgers, privi di soia/seitan e simili, vegetariani. Dei due quello alla quinoa è anche vegan, leggermente speziato ed anche assai godibile, infilato in un pane soffice, tondo, integrale e pieno di semi. Se non bastasse, dei curry vegetali, insalate ed altre locali amenità vegetariane sono presenti, il tutto permeato da uno spirito salutista
www.theveggietable.co.uk
The Honest Carrot
Un menu vegetariano con l’offerta vegan appositamente contrassegnata; spiccano dei pani aromatizzati cotti dentro vasetti di terracotta, i flowerpot bread.Tenteremo il “Leek, Squash, Butter bean pie”, un fagotto quadrato di pasta salata che nasconde un buon ripieno di zucca, fagioli spagna, porri in salsa di pomodoro. Buono e ricostituente. Anche qui il target è sicuramente il salutista ed il risultato è decisamente saporito.
www.thehonestcarrot.com
Greenwich Market
Ruby Tuesday Bakery
Pensavamo di essere stati fortunate ad imbatterci in un banchetto di prodotti da forno che fornisse anche dei cookies vegan al cioccolato, nel banchetto che offriva cibo etiope vegetariano o nel nel negozietto di alimentazione naturale a lato interno del market, quando veniamo apostrofati in italiano da una signora ad un banchetto di cupcakes. La signora è italiana, sposata ad un locale, “divorziata come tutti” come dice lei, e madre di una donzella che ha una piccola ditta di dolci vegan. È sabato ed è convinta che la figlia sia al London vegan festival, quando in realtà si tiene la domenica. Al vegan festival interrogheremo la simpatica figlia della signora, probabilmente Ruby in carne ed ossa e confermerà che lei credeva effettivamente che il festival fosse sabato e si era presentata un giorno prima a fare il banchetto. Carenza di vitamina b12? Quindi i cupcakes alla domenica erano di due giorni prima, immagineremo noi… Comunque tenteremo un cupcake al cioccolato con ciliegia smaltata posata sopra la glassa . Buono ma se dovessimo paragonarlo alla sexi oversize Ms Cupcakes, probabilmente vincerebbe quest’ultima. Mentre il dolcetto più integrale a forma di mini plumcake(purtroppo non abbiamo capitalizzato il nome ed il sito non aiuta…) che abbiamo poi comprato al festival vegan era veramente mooolto buono.
www.rubytuesdaysbakery.co.uk
Candem Market
Cookies and Scream
Vabbeh, uscire digiuni dalla zona di Candem è praticamente impossibile: ogni posto offre qualcosa di veg*ano da qualche parte vi giriate, compreso il secolare HaHa che sforna ottimi hamburger vegetali. Stavolta la novità consta nel Cookies and Scream, banchetto incontrato all’inizio del Candem Lock, in cui una bella e stavolta non eccessivamente giovine donzella vende cookies vegan. C’è da dire che l’aspetto non è dei migliori (dei cookies, non della donzella…) e non avevamo alcuna aspettativa da dei biscottoni dall’aspetto davvero rustico e casalingo. Ma…sorpresa. I biscotti al cioccolato e peperoncino farebbero ritornare in vita Ronald Reagan. Vista la ormai nostra propensione verso il burro di arachidi, tenteremo un Peanut Choco Loco, una tartella pesante al burro di arachidi, con crosta superficiale di cioccolato fondente. Veramente spettacolare, per chi ama i sapori dolci ed energetici.
www.cookiesandscream.com
C’è da aggiungere così per I curiosi che il reparto torte/dolci vegan di Wholefood a Soho (ex Fresh & Wild, di Brewer Street) si è particolarmente allargato. Che un altro Wholefood piuttosto tentacolare ha aperto a Kensington; quest’ultimo ospita anche al piano superiore una succursale del Saf, ristorante vegan patinato, in questa sede più a buon mercato. La domenica avrebbe chiuso alle 18.00 e noi stavamo ancora al Vegan Festival…
Al concerto di vecchie glorie minori della Londra punk anni ’80, per inciso benefits per Hunt Saboteurs, Vegan Campaign offriva cibo ovviamente vegan, dolcetti inclusi dietro modesto obolo, così come merchandising assortito. Ai concerti Jazz che si dice invece ?!? eh ?!?






