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Zuppa povera invernale
autore: Paolo
40 minuti
2 persone
  • 2 patate a pasta gialla, medie
  • 5-6 foglie di cavolo
  • Una tazza di fagioli cannellini, cotti
  • 2 spicchi d’aglio
  • Burro di soia
  • 2 cucchiai di farina integrale
  • Dado vegetale
  • Pane casereccio integrale a lievitazione naturale
  • Pepe
  • Gomasio
  • Sale marino
  • Olio di oliva

Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Pulite le foglie del cavolo, prendetele tutte insieme, arrotolatele su stesse e tagliatele a strisce medio-grandi. Lasciate sciogliere un cucchiaio di burro di soia o margarina in una pentola; aggiungete le due verdure tagliate e mescolate per 4-5 minuti. Versate quindi un mezzo litro di brodo caldo ( o se non siete scaltri, mezzo litro d’acqua ed un mezzo dado vegetale; in questo caso il tempo della vostra preparazione registrerà dei tempi di pit stop non ottimali…).Aggiungete un paio di spicchi d’aglio in camicia. Tenete coperta la pentola finché non bolle, poi scoperchiate e lasciate cuocere per venti minuti a fuoco lento. A cinque minuti dalla fine cottura aggiungete anche i fagioli cannellini. Guai a chi abbia mai potuto pensare che il Leader Maximo abbia in dispensa legumi in scatola; ovviamente i cannellini erano secchi e cotti in blocco da un chilo il giorno prima. Se proprio dovete usare la scatoletta, fate come vi pare ma non venitemelo a dire… Regolate di sale la zuppa ed aggiungete un filo d’olio. Versate a pioggia i due cucchiai di farina nella zuppa, mescolando contemporaneamente; la cosa migliore sarebbe di usare quell’attrezzo a mulinello che solitamente si usa in pasticceria per versare a pioggia lo zucchero a velo. Incorporatela diligentemente fino allo scioglimento di eventuali grumi. Lasciate riposare. Nel frattempo tagliate piccole fette di pane casereccio e passatelo alla piastra qualche minuto; strofinatelo brevemente con aglio fresco e conditelo con un filo d’olio. Usate il pane come base delle zuppa. Una girata di pepe nero darà quel tocco di vitalità ed un pizzico di gomasio sarà la morte sua. Mangiata il giorno dopo è ancora migliore.