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Pizza del ghetto romano (tentativo di imitazione della -)
autore: Paolo
1 ora
  • 300 g di farina di grano tenero
  • 100 g di zucchero
  • 1 dl di olio di oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco dolce
  • 100 g di pinoli
  • 100 g di uvette
  • 100 g di cedro candito
  • 80 g di mandorle con la buccia
  • 20 g di mandorle spellate

Sono pochi i dolci vegani che si possono trovare su strada, perlomeno a livello nazionale. Per quanto mi riguarda la pizza del forno del ghetto romano, conosciuto come Boccione, è quanto di meglio si possa trovare. Questo, consideriamolo un tributo alla pesante delizia; in realtà, sebbene ci si avvicini parecchio, manca sicuramente di qualche accorgimento che fa della pizza di Boccione un qualcosa di inarrivabile.
Lasciate qualche decina di minuti le uvette in acqua a reidratarsi. Mescolate farina, le mandorle spellate ridotte in polvere, lo zucchero ed unite l’olio, precedentemente scaldato in un tegame; mescolate, ottenendo un impasto granuloso. Unite tanto vino bianco fino ad ottenere un impasto morbido. Inglobate nell’impasto tutta la frutta secca (- uvette sgocciolate ed asciugate -) e canditi. Noterete alla fine che l’impasto non è altro che un mesto collante per tenere insieme una sproporzionata dose di zuccheri e proteine assortite. Stendete l’impasto su una teglia oliata e tagliate la pizza in rombi più o meno regolari. Infornate a 150° nel forno già caldo per 45 minuti. Proteggete la superficie della pizza con una teglia poco soprastante od un foglio di alluminio. Precauzione che all’originale forno nessuno prende, quindi potrebbe capitarvi anche una pizza con uvette, diciamo, carbonizzate, per usare un eufemismo. Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella rialzata da pasticcere prima di addentare.